Art. 153 cpc: listanza di rimessione in termini

L’articolo 153 del Codice di Procedura Civile (CPC) disciplina l’istanza di rimessione in termini, una procedura che consente alle parti di richiedere una proroga dei termini per adempiere agli obblighi processuali. Questo strumento può essere utilizzato in diverse fasi del processo civile, offrendo alle parti la possibilità di estendere i tempi a loro disposizione per presentare documenti, proporre eccezioni o compiere altre attività. Nel presente post, esamineremo nel dettaglio l’articolo 153 CPC e le modalità di presentazione e accoglimento di un’istanza di rimessione in termini.

Quando si può chiedere la remissione in termini?

La remissione in termini è una possibilità prevista dal codice di procedura civile per permettere alle parti di sanare eventuali errori o omissioni che abbiano comportato la mancata tempestività di adempiere a determinati obblighi processuali. La concessione di questo beneficio è collegata a due diverse situazioni: la prima riguarda la mancata conoscenza del processo a seguito di nullità nella citazione o nella notificazione; la seconda riguarda l’intempestiva costituzione in giudizio per cause non imputabili alla parte contumace.

Nel primo caso, se la parte citata non è stata correttamente informata del processo a causa di un errore nella procedura di notifica o di citazione, può richiedere la remissione in termini per potersi costituire in giudizio o adempiere ad altre obbligazioni processuali. Questa richiesta deve essere presentata entro il termine di 30 giorni dalla data in cui la parte ne ha avuto conoscenza o dalla data in cui si è potuta ragionevolmente accorgere dell’errore. La remissione in termini viene concessa se la parte dimostra di non essere stata in grado di adempiere ai propri obblighi processuali per colpa non imputabile a sé stessa.

Nel secondo caso, se una parte non riesce a costituirsi in giudizio entro i termini previsti a causa di eventi imprevedibili o di forza maggiore, può richiedere la remissione in termini. Questo beneficio può essere concesso se la parte dimostra di essere stata impedita o ostacolata nel rispetto dei termini processuali per cause non imputabili a sé stessa. La richiesta di remissione in termini deve essere presentata entro 40 giorni dalla cessazione dell’evento che ha impedito la tempestiva costituzione in giudizio.

In entrambi i casi, la richiesta di remissione in termini deve essere motivata e accompagnata da documentazione idonea a dimostrare l’assenza di colpa della parte richiedente. Spetterà poi al giudice valutare la fondatezza della richiesta e decidere se concedere o meno la remissione in termini.

La remissione in termini è dunque un meccanismo previsto dalla legge per permettere alle parti di rimediare a eventuali errori o impedimenti che abbiano comportato la mancata tempestività nell’adempiere ai propri obblighi processuali. La sua concessione dipende dalla dimostrazione di circostanze specifiche e va valutata caso per caso dal giudice competente.

Quando il giudice ritiene la causa matura per la decisione?

Quando il giudice ritiene la causa matura per la decisione?

Quando il giudice ritiene la causa matura per la decisione, significa che ha valutato che tutte le prove e le argomentazioni delle parti sono state presentate e che non ci sono ulteriori elementi da esaminare. In questo momento, il giudice invita le parti a precisare le conclusioni, ossia a indicare in modo chiaro e definitivo quali sono le richieste e le posizioni che intendono sostenere. Queste conclusioni devono essere coerenti con quanto già espresso nei documenti presentati all’inizio del processo e devono tener conto delle eventuali prove raccolte durante l’istruttoria.

Una volta ricevute le conclusioni delle parti, il giudice rimette la causa in decisione. Questo significa che inizia a valutare attentamente tutte le prove, gli argomenti e le richieste delle parti al fine di emettere una sentenza. A partire da questa data, iniziano a decorrere i 60 giorni di termine massimo entro cui il giudice deve pronunciarsi sulla causa. Durante questo periodo, il giudice può prendere in considerazione anche eventuali ulteriori elementi che ritiene rilevanti per la decisione finale. Alla scadenza dei 60 giorni, il giudice emetterà la sentenza che porrà fine al processo.

Quando il giudice può rimettere la causa in istruttoria?

Quando il giudice può rimettere la causa in istruttoria?

La rimessione della causa in istruttoria da parte del giudice può avvenire in diverse situazioni. Una di queste è quando vengono decise solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e viene disposta con ordinanza la separazione delle altre cause e la loro ulteriore istruzione. Questo significa che il giudice può decidere di rimettere in istruttoria solo alcune parti della causa, lasciando altre parti da approfondire ulteriormente.

Un’altra situazione in cui può avvenire la rimessione in istruttoria è quando durante il processo emergono nuovi elementi di fatto o di diritto che richiedono un approfondimento e una nuova valutazione. In questo caso, il giudice può decidere di rimettere la causa in istruttoria per consentire alle parti di produrre ulteriori prove o per permettere al giudice di acquisire nuove conoscenze tecniche o specialistiche necessarie per la decisione della causa.

La rimessione in istruttoria può avvenire anche quando le parti richiedono l’ammissione di nuove prove o la produzione di documenti che non erano stati precedentemente presentati. In questi casi, il giudice può decidere di rimettere la causa in istruttoria per valutare l’ammissibilità di tali prove o documenti e per permettere alle parti di produrli.

In conclusione, il giudice può rimettere la causa in istruttoria in diverse situazioni, come quando vengono separate alcune parti della causa per ulteriore istruzione, quando emergono nuovi elementi di fatto o di diritto, o quando vengono richieste nuove prove o documenti. Questo consente di approfondire la conoscenza dei fatti e delle prove e di garantire una decisione più completa e accurata.

Cosa vuol dire rimettere la causa sul ruolo?La domanda è corretta.

Cosa vuol dire rimettere la causa sul ruolo?La domanda è corretta.

Rimettere la causa sul ruolo significa trasferire la causa dal giudice istruttore al Collegio per la decisione finale. Dopo la fase di istruttoria, in cui vengono raccolte prove e testimonianze, il giudice istruttore valuta le prove e formula una proposta di decisione. A questo punto, la causa viene rimessa sul ruolo per essere discussa e decidere la sentenza finale.

Una volta che la causa è rimessa sul ruolo, viene fissata una data per l’udienza di discussione davanti al Collegio giudicante. Durante l’udienza, le parti possono esporre le loro argomentazioni e i loro punti di vista sulla causa. Il Collegio giudicante ascolta le parti e valuta le prove presentate, per poi prendere una decisione finale.

Rimettere la causa sul ruolo è quindi un passaggio fondamentale nel processo giudiziario, in quanto segna il passaggio dalla fase di istruttoria alla fase decisionale. Durante questa fase, vengono prese in considerazione tutte le prove raccolte e si tiene conto delle argomentazioni delle parti coinvolte per arrivare a una decisione finale.

Che cosè la rimessione in termini?

La rimessione in termini è un istituto previsto dall’art. 9 dello Statuto dei contribuenti che consente ai contribuenti di ottenere una proroga nei termini di scadenza per adempiere agli obblighi tributari. Questo beneficio viene concesso solo in casi eccezionali, quando si verificano cause di forza maggiore che impediscono al contribuente di adempiere ai propri obblighi tributari entro le scadenze previste.

La rimessione in termini può essere richiesta per diversi motivi, come ad esempio una malattia grave o un evento imprevisto che impedisce al contribuente di adempiere agli obblighi tributari. Tuttavia, è importante sottolineare che la richiesta di rimessione in termini deve essere presentata tempestivamente e accompagnata da una documentazione che attesti la veridicità della causa di forza maggiore.

La rimessione in termini può essere richiesta per diversi adempimenti tributari, come ad esempio la presentazione della dichiarazione dei redditi, il pagamento delle imposte o la presentazione di documenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate. Una volta ottenuta la rimessione in termini, il contribuente otterrà una proroga dei termini di scadenza per adempiere agli obblighi tributari.

In conclusione, la rimessione in termini è un istituto che consente ai contribuenti di ottenere una proroga nei termini di scadenza per adempiere agli obblighi tributari in casi eccezionali. Tuttavia, è importante fare attenzione a presentare tempestivamente la richiesta e a fornire la documentazione necessaria per attestare la causa di forza maggiore.

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