Immobilizzazioni in corso e acconti: come rilevarli nel bilancio

Le immobilizzazioni in corso e gli acconti rappresentano due voci importanti nel bilancio di un’azienda. Le immobilizzazioni in corso sono quei beni che l’azienda sta producendo per sé stessa, come ad esempio macchinari o impianti, mentre gli acconti sono pagamenti anticipati per beni o servizi che l’azienda riceverà in futuro.

Nel post di oggi, analizzeremo come rilevare correttamente queste voci nel bilancio e quali sono le regole contabili da seguire. Esploreremo anche quali sono gli effetti di queste operazioni sullo stato patrimoniale e sul conto economico dell’azienda.

Se sei interessato a capire meglio come gestire le immobilizzazioni in corso e gli acconti nel bilancio della tua azienda, continua a leggere questo post!

Qual è il significato di immobilizzazioni in corso e acconti?

Le immobilizzazioni in corso e gli acconti sono due categorie di beni che vengono contabilizzati in modo specifico perché rappresentano fasi intermedie di realizzazione di un bene o di un progetto. Le immobilizzazioni in corso si riferiscono a quei costi sostenuti per la realizzazione di un bene immateriale, come ad esempio un brevetto o un marchio, per il quale non è ancora stata acquisita la piena titolarità del diritto. Questi costi includono sia quelli interni, come ad esempio i costi del personale impiegato nella fase di sviluppo, sia quelli esterni, come ad esempio i costi di consulenza o di ricerca e sviluppo. Gli acconti, invece, rappresentano quei pagamenti anticipati che vengono effettuati per l’acquisto di beni o servizi che non sono ancora stati forniti o completati. Questi acconti vengono contabilizzati come un’anticipazione di cassa e vengono successivamente detratti dal costo totale del bene o del servizio quando viene completato. In entrambi i casi, sia per le immobilizzazioni in corso che per gli acconti, è importante tenere traccia dei costi sostenuti o dei pagamenti effettuati in modo accurato, al fine di ottenere una corretta valutazione del valore dei beni o dei progetti una volta completati.

Domanda: Dove vanno le immobilizzazioni in corso?

Domanda: Dove vanno le immobilizzazioni in corso?

Le immobilizzazioni in corso sono quei beni o servizi che un’impresa sta ancora producendo o acquisendo, ma che non sono ancora pronti per essere utilizzati o venduti. Possono includere, ad esempio, macchinari in fase di costruzione, opere in corso o progetti di sviluppo software.

Le imprese che adottano gli IAS (International Accounting Standards) possono iscrivere le immobilizzazioni in corso come costi di sviluppo in corso. Questi costi rappresentano gli importi sostenuti dall’impresa per lo sviluppo di un bene o di un servizio futuro, al fine di renderlo utilizzabile o vendibile.

Per iscrivere le immobilizzazioni in corso come costi di sviluppo in corso, l’impresa deve applicare i principi per l’iscrizione in bilancio dei costi di sviluppo. Questi principi richiedono che i costi di sviluppo siano riconosciuti come attività solo se soddisfano determinati criteri. Ad esempio, i costi di sviluppo devono essere direttamente attribuibili al bene o al servizio in corso di sviluppo, e devono essere ragionevolmente stimabili.

Una volta che le immobilizzazioni in corso sono state iscritte come costi di sviluppo in corso nel bilancio dell’impresa, esse saranno soggette a valutazione e ammortamento. L’impresa dovrà valutare periodicamente l’ammontare dei costi di sviluppo in corso e determinare se sussistono indicatori di perdite di valore. In tal caso, dovrà procedere alla svalutazione delle immobilizzazioni in corso e iscrivere una perdita di valore nel conto economico.

Domanda: Come si registrano le immobilizzazioni in corso?

Domanda: Come si registrano le immobilizzazioni in corso?

Le immobilizzazioni in corso rappresentano gli investimenti effettuati per la costruzione di beni durevoli o per la realizzazione di progetti che non sono ancora completati. Questi costi vengono registrati come una voce separata nel bilancio aziendale, in quanto rappresentano un’allocazione di risorse che è destinata a produrre benefici futuri.

La registrazione delle immobilizzazioni in corso avviene inizialmente alla data in cui sono stati sostenuti i primi costi per la costruzione del cespite. Questi costi possono includere materiali, manodopera, spese per consulenze professionali e altri costi direttamente attribuibili alla costruzione del bene.

Una volta che i costi sono stati registrati come immobilizzazioni in corso, essi rimangono iscritti in contabilità come tali fino a quando il fattore produttivo non è pronto e disponibile per l’uso. In pratica, ciò significa che i costi vengono trasferiti dalla voce “immobilizzazioni in corso” alla voce “immobilizzazioni materiali” nel momento in cui il bene è completato e pronto per essere utilizzato nell’attività aziendale.

Durante il periodo in cui le immobilizzazioni sono in corso di costruzione, queste vengono valutate al costo di produzione, ovvero al costo sostenuto per la loro realizzazione. Tuttavia, se il valore di mercato delle immobilizzazioni in corso è inferiore al loro costo di produzione, è necessario effettuare una svalutazione per ridurre il loro valore a quello di mercato.

In conclusione, le immobilizzazioni in corso vengono registrate come una voce separata nel bilancio aziendale fino a quando il bene non è completato e pronto per l’uso. Durante il periodo di costruzione, questi costi vengono valutati al costo di produzione e possono essere soggetti a svalutazioni se il loro valore di mercato è inferiore al costo sostenuto per la loro realizzazione.

Gli acconti a fornitori sono pagamenti anticipati effettuati da unazienda ai propri fornitori per lacquisto di beni o servizi.

Gli acconti a fornitori sono pagamenti anticipati effettuati da unazienda ai propri fornitori per lacquisto di beni o servizi.

Gli acconti a fornitori sono pagamenti anticipati effettuati da un’azienda ai propri fornitori per l’acquisto di beni o servizi. Questi pagamenti vengono effettuati prima della fatturazione e rappresentano una forma di finanziamento per i fornitori.

Gli acconti ai fornitori possono essere richiesti quando si tratta di acquistare beni o servizi di valore elevato o quando si tratta di fornitori che richiedono pagamenti anticipati come condizione per l’accettazione dell’ordine. Questi pagamenti anticipati possono essere utili per garantire la disponibilità dei beni o servizi richiesti e possono essere considerati come una forma di impegno finanziario da parte dell’azienda.

Dal punto di vista contabile, gli acconti ai fornitori vengono registrati come una passività nel bilancio dell’azienda. Quando viene effettuato il pagamento anticipato, viene registrata una diminuzione della liquidità dell’azienda e un aumento della passività. Quando viene emessa la fattura per l’acquisto dei beni o servizi, viene registrata una diminuzione della passività e un aumento del costo degli acquisti o dei costi dei servizi.

È importante tenere traccia degli acconti ai fornitori e assicurarsi che vengano correttamente registrati e contabilizzati. Inoltre, è importante gestire attentamente i pagamenti anticipati per evitare eventuali problemi come la mancata consegna dei beni o servizi o la mancata restituzione dei pagamenti anticipati in caso di annullamento dell’ordine.

In conclusione, gli acconti ai fornitori sono pagamenti anticipati effettuati da un’azienda ai propri fornitori per l’acquisto di beni o servizi. Questi pagamenti rappresentano una forma di finanziamento per i fornitori e vengono registrati come una passività nel bilancio dell’azienda. È importante gestire attentamente i pagamenti anticipati per garantire la disponibilità dei beni o servizi richiesti e per evitare eventuali problemi o perdite finanziarie.

Domanda: Dove vanno gli acconti nello stato patrimoniale riclassificato?

Lo schema di bilancio previsto dall’art. 2424 del Codice civile prevede che tra i debiti (macro-categoria D) del Passivo dello Stato patrimoniale, venga riportata la voce 6 relativa agli Acconti. Gli acconti sono fondamentalmente anticipi di pagamento ricevuti da terzi per beni o servizi che saranno forniti in futuro. Questa voce è presente nello Stato patrimoniale perché rappresenta un obbligo dell’azienda nei confronti dei suoi creditori. Gli acconti sono classificati come passività correnti, poiché devono essere restituiti entro un anno dalla data di bilancio.

Nello Stato patrimoniale riclassificato, gli acconti possono essere presentati in modo più dettagliato, suddividendoli in acconti delle vendite, acconti dei fornitori e acconti degli immobili. Questa suddivisione consente di fornire informazioni più precise sulle diverse tipologie di acconti. Ad esempio, gli acconti delle vendite rappresentano gli anticipi ricevuti dai clienti per beni o servizi che saranno forniti in futuro, mentre gli acconti dei fornitori rappresentano gli anticipi effettuati dall’azienda ai propri fornitori per l’acquisto di beni o servizi. Gli acconti degli immobili, invece, rappresentano gli anticipi ricevuti per la vendita di immobili.

In conclusione, gli acconti vanno riportati nella sezione dei debiti del Passivo dello Stato patrimoniale e possono essere suddivisi in modo più dettagliato nel caso dello Stato patrimoniale riclassificato, al fine di fornire informazioni più precise sulle diverse tipologie di acconti. Questa suddivisione consente di evidenziare l’importanza degli acconti come obblighi dell’azienda nei confronti dei suoi creditori.

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