Risconto attivo e passivo: tutto quello che devi sapere

Per tale ragione si parla di risconti attivi quando si sospende la quota di un costo e risconti passivi quando si sospende la quota di un ricavo.

I risconti attivi sono delle somme di denaro che vengono anticipate da un’azienda come pagamento per un servizio o un bene che sarà reso o consegnato in futuro. In altre parole, l’azienda riceve un pagamento anticipato per un prodotto o un servizio che verrà fornito in un momento successivo. Questi risconti vengono registrati come passività nel bilancio dell’azienda fino a quando il prodotto o il servizio non viene effettivamente fornito.

D’altra parte, i risconti passivi sono delle somme di denaro che un’azienda deve pagare in futuro per un prodotto o un servizio che è già stato ricevuto. In sostanza, l’azienda ha ricevuto un prodotto o un servizio e ha l’obbligo di pagarlo in un momento successivo. Questi risconti vengono registrati come attività nel bilancio dell’azienda fino a quando il pagamento non viene effettivamente effettuato.

Per meglio comprendere la differenza tra risconti attivi e passivi, ecco un esempio:

Supponiamo che un’azienda abbia ricevuto un pagamento anticipato di 500 euro per un ordine di prodotti che verrà spedito tra un mese. In questo caso, i 500 euro rappresentano un risconto attivo perché l’azienda ha ricevuto un pagamento anticipato per un prodotto che non è ancora stato fornito. Questo importo verrà registrato come passività nel bilancio dell’azienda fino a quando il prodotto non verrà effettivamente consegnato.

D’altra parte, supponiamo che un’azienda abbia ricevuto una fattura di 1000 euro per un servizio che le è stato fornito e che dovrà pagare entro il mese successivo. In questo caso, i 1000 euro rappresentano un risconto passivo perché l’azienda ha ricevuto un servizio e ha l’obbligo di pagarlo in un momento successivo. Questo importo verrà registrato come attività nel bilancio dell’azienda fino a quando il pagamento non verrà effettivamente effettuato.

Cosa è un risconto attivo?

I risconti attivi sono un tipo di voce contabile che rappresenta una porzione dei costi che sono stati sostenuti durante l’esercizio contabile corrente o in precedenti esercizi, ma che sono imputati a esercizi futuri. In altre parole, i risconti attivi rappresentano una quota di costi che è stata rinviata ad uno o più esercizi successivi.

Per comprendere meglio il concetto, possiamo considerare un esempio pratico. Supponiamo che un’azienda abbia sottoscritto un contratto di manutenzione per i suoi macchinari per un periodo di 3 anni. Il costo totale del contratto è di 30.000 euro, ma viene suddiviso in quote annuali di 10.000 euro. L’azienda paga la prima rata di 10.000 euro all’inizio dell’anno, ma i restanti 20.000 euro saranno addebitati nei due anni successivi.

In questo caso, l’azienda registrerà un risconto attivo di 20.000 euro alla fine dell’anno contabile corrente, poiché quella somma rappresenta una spesa imputabile agli esercizi successivi. Questo risconto attivo sarà poi ridotto di 10.000 euro all’inizio del secondo anno e di altri 10.000 euro all’inizio del terzo anno, quando le quote annuali saranno effettivamente pagate.

È importante notare che i risconti attivi devono essere registrati solo alla fine dell’anno contabile, in quanto rappresentano una spesa che è stata rinviata ad esercizi futuri. Inoltre, i risconti attivi vanno distinti dai risconti passivi, che rappresentano ricavi anticipati che sono già stati ottenuti, ma che sono di competenza di esercizi futuri.

Come capire se un rateo è attivo o passivo?

Come capire se un rateo è attivo o passivo?

I ratei sono strumenti contabili utilizzati per registrare entrate o uscite che si verificheranno in futuro, ma che sono relative a ricavi o costi già maturati, ma non ancora liquidati. La differenza tra un rateo attivo e un rateo passivo sta nella natura delle transazioni che registrano.

Un rateo attivo si verifica quando un’azienda ha già guadagnato un ricavo, ma la sua liquidazione avverrà solo in futuro. Ad esempio, se un’azienda vende un prodotto o fornisce un servizio a un cliente, ma il pagamento avverrà solo in un secondo momento, l’azienda registrerà un rateo attivo per tenere traccia di questa entrata futura. Il rateo attivo viene utilizzato per riconoscere il ricavo nel periodo di competenza, anche se il pagamento effettivo non è ancora avvenuto. Questo è particolarmente utile per tenere traccia delle vendite a rate o dei contratti a lungo termine.

D’altra parte, un rateo passivo si verifica quando un’azienda ha già sostenuto un costo, ma la sua liquidazione avverrà solo in futuro. Ad esempio, se un’azienda riceve una fattura da un fornitore, ma il pagamento avverrà solo in un secondo momento, l’azienda registrerà un rateo passivo per tener traccia di questa uscita futura. Il rateo passivo viene utilizzato per riconoscere il costo nel periodo di competenza, anche se il pagamento effettivo non è ancora avvenuto. Questo è particolarmente utile per tenere traccia delle spese anticipate o dei contratti a lungo termine.

In conclusione, i ratei possono essere attivi o passivi a seconda del fatto che tengano conto di entrate future relative a ricavi già maturati, ma non ancora liquidati (ratei attivi) o di uscite future relative a costi già maturati, ma non ancora liquidati (ratei passivi). Questi strumenti contabili sono utilizzati per registrare in modo accurato le transazioni finanziarie e per garantire che i ricavi e i costi vengano riconosciuti nel periodo di competenza corretto, anche se il pagamento effettivo avverrà solo in un secondo momento.

Domanda: Dove vanno i ricavi attivi in bilancio?

Domanda: Dove vanno i ricavi attivi in bilancio?

I ricavi attivi in bilancio vengono registrati nella voce “ratei e risconti attivi”. Secondo il Codice Civile, precisamente nell’articolo 2424 bis, comma 6, questa voce comprende i proventi che spettano all’azienda ma che sono esigibili in esercizi futuri, così come i costi che sono stati sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma che riguardano esercizi successivi.

Questa voce è utilizzata per registrare i ricavi che derivano da accordi o contratti in corso che si estenderanno oltre l’esercizio in cui sono stati generati. Ad esempio, se un’azienda ha venduto dei prodotti a rate e i pagamenti verranno effettuati in più esercizi, i ricavi relativi a queste vendite verranno registrati come ratei e risconti attivi. Allo stesso modo, se un’azienda ha sostenuto dei costi per un progetto che si estenderà oltre l’esercizio in corso, questi costi verranno registrati come ratei e risconti attivi.

L’inserimento dei ricavi attivi nella voce “ratei e risconti attivi” consente di tenere traccia dei proventi che appartengono all’azienda ma che non sono ancora stati incassati o contabilizzati come entrate effettive nel bilancio. Questo è importante per assicurare un’adeguata rappresentazione finanziaria dell’azienda e per evitare distorsioni nel calcolo dei risultati economici.

Quando si ha un risconto attivo?La domanda è corretta.

Quando si ha un risconto attivo?La domanda è corretta.

Il risconto attivo è un concetto contabile che si verifica quando nel corso dell’anno si registra un costo che sarà imputato anche all’anno successivo. In altre parole, si tratta di costi sostenuti nell’anno corrente, ma che appartengono a un esercizio futuro.

Un esempio comune di risconto attivo si verifica quando un’azienda paga un servizio che copre un periodo di tempo che si estende oltre la fine dell’anno fiscale corrente. Ad esempio, supponiamo che un’azienda abbia sottoscritto un contratto di manutenzione per i propri impianti che scade il 31 dicembre dell’anno successivo. Se l’azienda paga l’intero importo del contratto all’inizio dell’anno corrente, si creerà un risconto attivo per l’importo corrispondente al periodo successivo alla fine dell’anno fiscale.

Il risconto attivo viene registrato come un’attività nel bilancio dell’azienda, poiché rappresenta un credito che l’azienda ha nei confronti dei fornitori o dei prestatori di servizi per i costi sostenuti in anticipo. Questo credito sarà poi imputato come un costo nell’anno successivo, quando sarà effettivamente utilizzato o consumato.

In conclusione, il risconto attivo si verifica quando si hanno costi sostenuti nell’anno corrente, ma che appartengono a un esercizio futuro. Questo concetto contabile è importante per garantire un’adeguata rappresentazione dei costi e dei debiti dell’azienda nel bilancio.

Come si rilevano i risconti attivi?

La rilevazione contabile dei risconti attivi avviene attraverso l’iscrizione della voce “Risconti Attivi” nello Stato Patrimoniale. Questa voce rappresenta un’attività di natura finanziaria che deriva da ricavi che l’azienda si aspetta di riscuotere in un periodo successivo all’esercizio di riferimento.

Per registrare correttamente i risconti attivi, è necessario individuare gli opportuni conti di Conto Economico da utilizzare come contropartita. Ad esempio, se l’azienda ha emesso fatture a clienti per un importo di 10.000 euro ma si prevede che una parte di queste verrà pagata solo nel prossimo esercizio, si dovrà iscrivere la voce “Risconti Attivi” per 10.000 euro nello Stato Patrimoniale. Come contropartita, si potrà utilizzare il conto “Ricavi da Fatturato” per 10.000 euro nel Conto Economico.

L’iscrizione dei risconti attivi nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico permette di evidenziare correttamente l’entità e la natura di queste attività finanziarie. Inoltre, la corretta gestione dei risconti attivi consente di valutare in modo accurato la situazione finanziaria dell’azienda e di effettuare proiezioni e previsioni sulle entrate future.

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